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2 alimenti funzionali

ALIMENTI FUNZIONALI

CAPITOLO 2

Origine e caratteristiche degli alimenti funzionali

Il concetto di alimenti funzionali ebbe origine in Giappone nel 1988 quando Otsuka Pharmaceutical lanciò il FIBE MINE, un soft drink arricchito di fibra.

Alimenti funzionali, nutrizione e integratori alimentari

Già negli anni ’80 infatti, considerato l’incremento dell’aspettativa di vita della popolazione e il conseguente aumento dei costi sanitari, le autorità giapponesi riconobbero la necessità di migliorare prima di tutto la qualità della vita e le abitudini alimentari quotidiane.

Vennero così introdotti alimenti di nuova concezione, specificamente sviluppati per favorire la salute o ridurre il rischio di malattie.

Un alimento si definisce funzionale quando, in aggiunta alle proprietà nutrizionali di base, ha la capacità, dimostrata scientificamente, di influire positivamente su una o più funzioni fisiologiche. La prerogativa fondamentale di questi alimenti è di contribuire a preservare o migliorare lo stato di salute di una persona e/o ridurre il rischio di insorgenza delle malattie correlate al regime alimentare.
Ci sono casi in cui un alimento contiene naturalmente la componente che lo porta ad essere definito funzionale. Diversamente la componente funzionale può essere:

  • Addizionata all’alimento;
  • Somministrata come supplemento (prodotto inteso come supplementare alla dieta, che contiene ed apporta vitamine, minerali, estratti vegetali, aminoacidi, o loro derivati e metaboliti adatto all’uso nell’uomo e che ne aumenta l’intake totale – Dietary Supplement health and education act).

Le componenti attive principali degli alimenti funzionali di dividono nelle seguenti categorie:

  • Vitamine e minerali;
  • Colture batteriche;
  • Fibra (intrinseca o aggiunta);
  • Olio di pesce o acidi grassi omega 3 (intrinsechi o aggiunti);
  • Grassi (saturi, PUFA);
  • Estratti vegetali.

Oggi, considerato il crescente consumo di questo tipo di alimenti, il tema della loro sicurezza è ampiamente dibattuto: è indispensabile infatti verificare che il componente funzionale aggiunto, soprattutto se a dosi elevate, non si riveli dannoso per il consumatore, indipendentemente dalla fascia di popolazione a cui appartiene.

Altrettanto importante è la comunicazione – talvolta confusa – che non deve lasciare dubbi rispetto alla genuinità o meno di questi prodotti e mai dovrà indurre il consumatore a pensare che un alimento sia genuino quando non lo è.

A questo proposito molti organismi accademici, scientifici e normativi sono impegnati attivamente nella ricerca dei fondamenti scientifici a sostegno delle proprietà dei componenti funzionali o degli alimenti che li contengono.

 

Functional food: le direttive della UE

Dal punto di vista legislativo, i functional food rientrano nella normativa che comprende tutti i prodotti alimentari, che prevede alcune particolari restrizioni riguardanti i claim sulla salute.

Nell’Unione Europea non esiste una legislazione armonica sugli health claims, che vengono regolamentati a livello nazionale.

Sulla base dell’attuale quadro normativo, la sfida per i Paesi membri consiste nell’utilizzare messaggi che evitino qualsiasi riferimento alla riduzione del rischio di malattia, anche qualora tali affermazioni fossero avvalorate da prove scientifiche.
La legislazione europea in materia di etichettatura inoltre vieta di attribuire a qualsiasi alimento la proprietà di prevenire, trattare o curare una malattia dell’uomo o di fare riferimento a tali proprietà.

In seguito al crescente interesse per il concetto di alimenti funzionali e per gli health claims, la UE ha realizzato un’Azione Concertata della Commissione Europea sulla Functional Food Science in Europe (FUFOSE). Il programma, coordinato dall’International Life Sciences Institute (ILSI) Europe, aveva l’obiettivo di stabilire un approccio scientificamente fondato sulle evidenze richieste a sostegno dello sviluppo di prodotti alimentari che possono avere effetti benefici su una specifica funzione biologica, migliorando lo stato di salute e il benessere di una persona e/o riducendo il rischio di malattia.

Il progetto FUFOSE ha preso in esame sei aree scientifiche e salutistiche:

  • crescita, sviluppo e differenziazione cellulare;
  • metabolismo basale;
  • difese dai composti ossidanti;
  • alimenti funzionali e sistema cardiovascolare;
  • fisiologia e funzionalità gastrointestinale;
  • effetti degli alimenti sul comportamento e sul profilo psicologico.

Il documento finale è stato pubblicato sul British Journal of Nutrition.

L’Azione Concertata della UE sostiene lo sviluppo di due tipi di health claims per gli alimenti funzionali, che devono essere validi nell’ambito dell’alimentazione nella sua globalità e riferirsi a quantitativi di cibo normalmente consumati in una dieta.
Più in generale, le indicazioni sulla salute (claims) fornite sui prodotti alimentari sono vietate a meno che non siano autorizzate dalla Commissione Europea, su parere dell’EFSA, in base alla prova scientifica* della relazione di causa–effetto tra le sostanze impiegate e l’indicazione dichiarata CLAIMS Reg EC 1924/06.

In sintesi, tre categorie di claims possono essere autorizzate:

  1. Funzionali (effetto fisiologico)
    • per ingredienti basati sull’ evidenza scientifica generalmente riconosciuta (Art13.1)
    • per ingredienti basati su nuove evidenze scientifiche (Art. 13.5)
  2. Riduzione del rischio di malattie (Art 14)
  3. Sulla salute / sviluppo dei bambini (Art 14)

Il mercato degli alimenti funzionali

Il mercato degli alimenti funzionali, dominato dal Giappone (oltre il 38 % del mercato mondiale), dall’Europa (29%), dagli USA (31%), per quanto risulti ancora “di nicchia” ha avuto una rapida crescita nel corso degli ultimi anni, passando da un valore di quasi 8 miliardi di dollari nel 1999 agli oltre 24 miliardi di dollari nel 2010 e registrando tassi di crescita annui superiori del 4 % rispetto a quelli di alimenti e bevande.
Anche in Italia troviamo conferma di questa crescita: per l’anno 2013 infatti, il mercato degli alimenti recanti indicazioni salutistiche e di funzionalità si è attestato intorno a 1.946,5 milioni di euro (ricerca Nielsen Market Track Healthcare realizzata per FederSalus).

Una delle principali cause della crescita del mercato dei functional food a livello globale è stata l’aumento della consapevolezza del ruolo della dieta nel mantenimento di un livello di salute ottimale e nella prevenzione di specifiche patologie legate agli squilibri dietetici (obesità, ipertensione, osteoporosi, diabete, patologie cardiovascolari, ecc.).

Il preoccupante incremento delle patologie connesse a stile di vita sedentario e dieta squilibrata ha favorito la diffusione di una maggiore attenzione nei confronti dell’alimentazione. Inoltre, dato l’aumento della spesa sanitaria per il trattamento di queste patologie, anche le Autorità hanno sviluppato delle iniziative per promuovere il consumo di functional food, in particolar modo quelli rivolti alla salute del sistema cardio-circolatorio e alla prevenzione delle patologie cardiovascolari (che sono la principale causa di morte nei Paesi Sviluppati).

Questo aumento di attenzione da parte di consumatori e istituzioni trova riscontri anche nelle previsioni di crescita per i prossimi anni; secondo una recente analisi della Leatherhead Food Research, storica società di consulenza britannica, entro il 2017 è prevista una crescita di circa il 25% per il mercato degli alimenti funzionali. Gli ultimi dati elaborati stimano che, per quella data, il settore raggiungerà un fatturato complessivo di circa 43 miliardi di euro, a conferma dell’aumento di popolarità dei prodotti salutistici.

* Dati clinici generalmente accettati. Golden standard farmaceutico (studio clinico randomizzato in doppio cieco)