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Il Farro e le sue proprietà

Il farro (dal latino far), nome comune usato per tre differenti specie del genere Triticum, rappresenta il più antico tipo di frumento coltivato, utilizzato dall'uomo come nutrimento fin dal neolitico. Si distinguono:

  • farro piccolo o farro monococco (Triticum monococcum);
  • farro medio o farro dicocco o semplicemente farro (Triticum dicoccum);
  • farro grande o farro spelta o semplicemente spelta (Triticum spelta)

Il farro piccolo è quello di più antica coltivazione, la prima forma di frumento coltivata dall'uomo. Si trovano reperti del suo predecessore selvatico Triticum boeticum risalenti al X-IX millennio a.C. nell'odierna Turchia, probabile zona d'origine (cfr. Coltivazioni erbacee - F. Nasi, R. Lazzarotto, R. Ghisi - LIVIANA). I primi reperti di coltivazione sono attribuiti al VIII-VII millennio a.C.

Semi di farro piccolo con e senza glume

Ogni spighetta porta una singola cariosside (molto raramente due) e questo ne fa, tra i frumenti coltivati, quello con il rendimento alimentare peggiore. Oggi è la specie meno coltivata, per la scarsa resa e gli alti costi di lavorazione.

Farro medio (dicocco)


A questa specie appartiene la grande maggioranza del farro coltivato in Italia, sia oggi che in epoca storica (oggi circa 2000 ha).La coltivazione del farro medio segue storicamente di pochissimo quella del piccolo farro. Derivato dalla specie selvatica Triticum dicoccoides, è di maggiore produttività del precedente (dato che ogni spighetta porta due cariossidi, molto raramente tre) e dovette a questa sua caratteristica la domesticazione e la diffusione più veloci. Proprio la velocità di diffusione iniziale rende più difficile risalire alla zona di origine esatta, che è comunque da collocare tra il Mediterraneo e il Caucaso.

In Italia è coltivato, su piccoli appezzamenti, soprattutto in Garfagnana, una valle della Toscana settentrionale, dove è all'origine di varie ricette tipiche: minestra di farro, farro con fagioli, torta di farro. Al cereale prodotto nell'Alta Valle del Serchio e tuttora lavorato in impianti molitori di tipo tradizionale, con macine di pietra, è stata riconosciuta dall'Unione Europea l'indicazione geografica protetta Farro della Garfagnana. Gli iscritti all'albo sono attualmente un centinaio.

Farro grande (spelta)

La domesticazione del farro grande o farro spelta segue di due millenni quella delle altre due varietà e può essere ricondotta in una zona più orientale, vicina al Caspio.


Il farro grande deriva dall'incrocio tra il farro dicocco e l'Aegilops squarrosa, una graminacea selvatica. Anch'esso ha spighette con due (raramente tre) cariossidi.

Il farro spelta non si adatta particolarmente al clima italiano, dove viene coltivato su una superficie di circa 500 ha. Gran parte di quello presente oggi sulle tavole italiane proviene dall'Europa Centrale e Orientale e dalla Francia.

Spighe di farro spelta

Caratteristiche comuni

La caratteristica comune di queste tre specie - caratteristica per cui vengono anche definiti grani vestiti - è che il chicco, dopo la trebbiatura, rimane rivestito dagli involucri glumeali (si parla di forte aderenza delle glume e delle glumelle alla cariosside). Perciò si effettua una svestitura prima dell'uso alimentare; esistono macchine decorticatrici o meglio svestitrici che provvedono all'operazione.

Storia dopo la domesticazione

Il farro è famoso per essere stato la base dell'alimentazione delle legioni romane che partirono alla conquista di quello che sarebbe divenuto l'impero[1]. Veniva usato soprattutto per preparare pane, focacce (libum) e polente (puls)[2]. La stessa parola "farina" deriva da "farro".

L'importanza del farro è testimoniata dal fatto che un'antica forma di matrimonio era detta confarreatio (gli sposi mangiavano una focaccina di farro). Il matrimonio confarreato era il solo riconosciuto per certi effetti religiosi: ad esempio, i sacerdoti dovevano avere i genitori che avessero contratto un tale matrimonio.

Tuttavia, la sua coltivazione è andata via via riducendosi nel corso dei secoli, soppiantate dal grano tenero (discendente dal farro grande) e duro (discendente dal farro medio), con resa maggiore e minori costi di lavorazione.

Oggi spesso la coltivazione del farro è associata all'agricoltura biologica e al tentativo di valorizzare zone agricole marginali, non adatte alla coltivazione intensiva di frumento. Nonostante l'alto costo, c'è stato un certo successo in questo lavoro di riscoperta, dovuto alle caratteristiche organolettiche e nutrizionali di queste tre specie (maggiore contenuto proteico rispetto ad altri frumenti).

Fonte Wikipedia.

6 proprietà benefiche del farro

Le proprietà benefiche del farro sono numerose: si tratta, infatti, di un tipo di frumento molto antico, che è in grado di apportare numerosi benefici alla salute dell’organismo. Il farro ha origini antichissime: basti pensare che l’uomo del Neolitico lo includeva nella propria alimentazione. Oggi, però, la sua coltivazione si è ridotta drasticamente a favore di scelte meno salutari. Il motivo? Nel corso dei secoli, si sono fatti largo il comune grano tenero e il grano duro. È tempo, quindi, di riscoprire le proprietà benefiche e nutrizionali di questo cereale; oggi, derivante in special modo dall’agricoltura biologica. Siete curiosi di saperne di più in merito? Scopriamo alcune delle proprietà benefiche di questo prezioso alimento.

Farro

Le proprietà benefiche del farro sono numerose: si tratta, infatti, di un tipo di frumento molto antico, che è in grado di apportare numerosi benefici alla salute dell’organismo. Il farro ha origini antichissime: basti pensare che l’uomo del Neolitico lo includeva nella propria alimentazione. Oggi, però, la sua coltivazione si è ridotta drasticamente a favore di scelte meno salutari. Il motivo? Nel corso dei secoli, si sono fatti largo il comune grano tenero e il grano duro. È tempo, quindi, di riscoprire le proprietà benefiche e nutrizionali di questo cereale; oggi, derivante in special modo dall’agricoltura biologica. Siete curiosi di saperne di più in merito? Scopriamo alcune delle proprietà benefiche di questo prezioso alimento.

Aggiungere il farro alla propria dieta vuol dire fare il pieno di proteinevitamine – come quelle del gruppo B e la A – sali minerali – come magnesiofosforo e potassio – e fibre. Proprio grazie alle fibre, il farro favorisce il transito intestinale, proteggendo la salute dell’intestino e aiutando in caso di stitichezza.

Digestione

Il farro è, inoltre, altamente digeribile: aiuta, quindi, la digestione e protegge l’apparato digerente da malattie come, ad esempio, la gastrite o disturbi che interessano questa parte dell’organismo.

Dimagranti

Questo cereale è povero di grassi e calorie ed è, dunque, consigliato nelle diete dimagranti. Perché? Ha un potere saziante; motivo per cui aiuta a limitarsi nelle quantità di cibo, restando in forma più facilmente. Esistono, inoltre, diverse tisane dimagranti fai da te da poter assumere.

Depurative

Il farro vanta proprietà depurative: l’alto contenuto di fibre insolubili è, infatti, di aiuto per la pulizia dell’intestino e, dunque, favorisce una maggiore depurazione dell’organismo.

Colesterolo

Il farro contiene una sostanza chiamata “niacina”: questa pare aiuti ad abbassare i livelli di colesterolo LDL nel sangue e, di conseguenza, ridurrebbe il rischio cardiovascolare.

Diabete

Infine, il consumo di farro è in grado di ridurre il rischio di contrarre il diabete di tipo 2: il merito è dell’elevato contenuto di elementi nutritivi e fibre, che contribuiscono alla prevenzione di ischemieobesità e insulino-resistenza. Anche un’ora di sonno in più previene l’insorgere di tumori e diabete.

Fonte:TantaSalute

RICETTE CON FARRO